Oggi stavo in circoscrizione per rinnovare la carta d'identità.
E già mi stava prendendo male. Io odio queste cose. Le file, la burocrazia, i moduli da compilare.
Mentre stavo ripensando con divertimento a un povero coglione (passatemi il termine, questo lo è davvero) che la settimana scorsa mi ha minacciata con la sempreverde frase ridicola:"Ci vediamo lunedì con il mio legale" (lo sto ancora aspettando. Si vede che il suo legale gli avrà detto "Prendi atto che sei un coglione e voltiamo pagina"), notavo le coppie presenti in sala.
Non credo di esagerare dicendo che il 70% delle donne fosse non solo gravemente obesa ma anche tremendamente sciatta.
Non mi sto riferendo a firme e compagnia bella. Per vestirsi bene non serve la marca.
Quello di cui sto parlando è semplicemente un prendere in considerazione che tante donne, dopo un parto o dopo che si sono "accomodate" con un uomo, tendono a non curarsi più. Della serie "tanto il fesso me lo sono accalappiata, ora posso magna'". Una aveva un cerchietto di plastica, il mollettone di plastica, un vestitaccio schifoso (e anche macchiato), delle ciabatte da sanitaria, le unghie delle mani smangiucchiate e le gambe con croste (si vede che si era grattata le bolle delle zanzare) e con qualche pelo qua e là.
Voglio dire, figlia mia: ma ti vuoi sistemare un pochino? Ok, non dimagrire ma ALMENO togliti i baffi e lavati i capelli, santa vergine immacolata!
Non ammetto le corna ma a volte-diciamocelo-un povero uomo ha le sue belle attenuanti.
Oggi al supermercato mi hanno dato del tu.
Posso illudermi che lo abbiano fatto perché sembro una teenager?
No. Non rispondete.
Ho un mal di pancia talmente doloroso che ancora 5 minuti e vedrò la luce in fondo al tunnel.
E tutto ciò mi porta a chiedere: Ma come fanno le donne a partorire?
Dico sul serio:
come-cavolo-fanno?
Io per un banalissimo ciclo oggi sono un essere annientato. Figuriamoci se dovessi far uscire un cristiano dal mio sacro fiore.
Lo so. Pare che sia tecnicamente possibile.
Cioè...fino a ora la razza umana non si è estinta, quindi ce la si può fare, volendo.
Ma non credo di volerlo.
Insomma, se mai resterò incinta, minimo 6 epidurali, 'na botta in testa, davanti agli occhi il diamante che mio marito mi avrà regalato per ringraziarmi per aver messo al mondo suo figlio, sei schiavi a sventolarmi e mia madre e i miei migliori amici a dirmi che sono figa. "Fra, come sei bella", "Fra ma lo sai che anche ora hai quel certo non so che che ti fa spiccare sulle altre?", "Che grazia che hai quando mandi a fare in culo l'infermiera che non ti si fila".
E, dopo tutto ciò, ancora ho dei dubbi.
Non è meglio un bel cesareo e via? Si, ok, soffri dopo. Ma al dopo ci penserò...dopo!
Anche perché una mia amica che ha partorito naturalmente ora si ritrova là sotto la galleria del vento della Ferrari. Completamente sformata.
Quando è toccato a mia zia, dopo 8 ore di travaglio, ha preso a strapparsi i capelli.
Una scena spaventosa: non emetteva suoni, sguardo vitreo e si strappava, silenziosamente, i capelli della frangia.
Quando è stato il turno di un'altra mia amica, sentivo solo le urla delle sue compagne di stanza. E quelle dell'ostetrica che diceva: "Apri le gambe, cretinaaaa!". "Voglio morireeee, vi prego: fatemi morireeeeeee".
Ci rendiamo conto? Ci rendiamo conto? Una donna che sta per vedere suo figlio e che implora la morte? Ma quanto deve aver sofferto quella povera crista?
Per non parlare delle posizioni in cui ti mettono. Completamente ignuda. Gambe aperte come un pollo allo spiedo. Vagina che è diventata grande come una pagnotta di un chilo e mezzo di pane casareccio e tutti che ti passano davanti. Infermieri, dottori...tutti là. Passano, buttano un occhio nel buco nero, parlando della fantastica impepata de cozze della sera prima e vanno avanti. E la tua dignità è bella che andata. E poi mi domando (e se mi legge qualcuna che ha fatto quest'esperienza mi rassicuri!): quando stai sotto sforzo, ti esce mica qualche altra cosa insieme al bambino? So che ti fanno un clistere...ma se ti scappa una puzzetta? No, non ci posso pensare. Io se la faccio davanti a qualcuno prendo e mi lancio dalla finestra.
L'essere umano ha fatto tanti passi in avanti. Esiste l'anestesia: USIAMOLA. E non mi venissero a dire "tu donna partorirai con dolore" e, se non lo fai, non ti godi l'attimo. Non te lo godi un cazzo! Chi si è inventato questa frase è stato sicuro un uomo.
Fox lo diceva. Quell'ometto lì ci prende sempre con l'oroscopo.
L'Acquario avvertirà un'impellente voglia di cambiamento.
E io sto fremendo.
A proposito di rimanere basiti, ripensavo alla tizia che abita nella mia via.
Ci siamo sempre e soltanto salutate. Lei poi è la classica impicciona da telefilm italiano. Di quelle che spiano dallo spioncino, per intenderci. Quella che fa finta di affacciarsi alla finestra per vedere con chi stai, quella che, quando i ladri hanno fatto visita al nostro vicino di casa, ha pensato bene di rimanere barricata dentro (l'unica volta nella sua vita) mentre io e mio padre stavamo (avevo anche una mazza da baseball ahahaha) in giardino, ritrovandoci faccia a faccia con un armadio di due metri.
Comunque sia. Si sposa la figlia. Ed è tutta galvanizzata. Ok, è comprensibile.
Se non fosse che l'altro giorno, quando l'ho incrociata, ha intavolato un monologo che è stato l'inno perfetto alla cafonaggine più becera.
"Ciao Francesca, senti, ti volevo dire...per quanto riguarda il regalo a mia figlia questa è la lista di nozze (e mi piazza un biglietto in mano). Altrimenti puoi dare una cifra all'agenzia di viaggi per la Luna di Miele, non sotto i 200 euro perché sennò non raggiungiamo il costo totale. Altrimenti-e sarebbe davvero molto carino da parte tua e lo apprezzeremmo tanto-le puoi comprare un PORTATILE".
Allora.
Premettendo che non sono amica della figlia.
Che non sono stata invitata al matrimonio.
Che le avrei fatto sicuramente qualcosa ma pensavo a un mazzo di fiori recapitato a casa.
Ditemi voi se sono strana io a essermi messa a ridere o è strano il mondo.
Qualche tempo fa stilavamo con la mia amica una serie di punti che il prossimo fidanzato che avremo dovrà rispettare (in questi punti non sono inclusi fattori che mi sembrano scontati come "non gli devono puzzare i piedi, le ascelle e l'alito", "non deve ruttare a tavola quando lo presenterò ai miei" e cose del genere).
1) Essere intellettualmente stimolante.
Cosa vuol dire? Non deve essere un pedante tuttologo. Ma deve essere una persona curiosa, non imprigionata nel suo micromondo, vittima di luoghi comuni e che magari non sappia usare un congiuntivo. Una persona che abbia voglia di viaggiare e che non abbia come unico concetto di vacanza Rimini e Riccione. Una persona ironica e autoironica.
2) Essere sessualmente stimolante.
Punto ovvio ma meglio precisare. Non chiediamo uno stallone o un pornodivo ma qualcuno alla nostra altezza. Ok, forse chiediamo un pornodivo ahahahahah
3) Essere proattivo.
Che sa tanto di curriculum ma il senso è quello. Un uomo che vuole una cosa e se la prende. Che non si faccia seimila seghe mentali prima di prendere una decisione. Che non abbia paura di osare. Che sia protagonista della sua vita e non comparsa.
Insomma, non voglio mica la Luna!
Parcheggio la mia smart vicino a una scalinata,
scendo e, ancora rintronata dal sonno, noto un tizio che sale la suddetta scalinata e mi fissa.
Cosa volere tu da me?
Facendo la vaga, controllo se ho qualche patacca sulla camicetta.
Oppure se qualche bottone si è aperto e sto girando con il reggiseno all'aria.
Oppure se la gonna mi è rimasta incastrata nelle mutande e sto camminando a chiappe in vista.
No, pare tutto al suo posto.
Lui continua a voltarsi e a fissarsi.
Ma lo conosco?
Non mi pare. Non mi sembra il mio ex ex psicopatico (questo ha i capelli).
Non mi sembra neanche il mio ex (questo è moro).
Non mi sembra nessuno a cui ho brutalmente spezzato il cuore (lo sto osservando, quindi sono ancora viva).
Si ferma, si fa superare e mi segue.
Oggi decido di passare davanti alla fermata dei taxi. Magari becco quel tassista idiota che ogni giorno mi dice "Abbbella, te posso offri' 'na cosa? Eddajeeee! Un zucco de frutta?", così magari mi difende.
Poi penso che gestire un rompicoglioni è possibile. Due no.
Così mi ficco nel primo bar, ordino il mio solito cappuccino chiaro, ascolto il pippone del proprietario che mi racconta tutti i malanni della suocera ed esco dopo un bel po'.
Lui non c'è.
E io mi sento molto vicina alle vip di Hollywood quando sono rincorse dai paparazzi.
Essere affascinanti-per molti una fortuna-spesso è una vera croce.
Il mio amico a un suo conoscente:"Sai, io sono gay..."
Conoscente:"Maddai? Che figo!".
Che figo?
Che figo?
E' forse figo essere eterosessuale?
Questa uscita infelice mi è sembrata peggio di un'offesa. Che è? Un fenomeno da baraccone?
E' figo Hugh Jackman, è figo andare...non lo so...in Australia a vedere i canguri partorire, è figa una scimmia che risolve un integrale. Ma non essere gay. Ci sono tanti gay fighi. Ma anche tanti gay scrondi.
Non è figa una preferenza sessuale.
Davanti casa mia, abita una coppia di signori di mezz'età.
Ieri li osservavo mentre stavano sul balcone.
Lei imboccava lui e lo puliva ogni tanto con un tovagliolo.
Lui non è sempre stato così.
Prima era normale, come siamo soliti dire nel linguaggio comune. Mentre ora non è indipendente e vive in un suo mondo.
Li guardavo e mi chiedevo cosa spingesse quella donna. Dovere o amore?
La parte stronza di me risponderebbe: "E cos'altro dovrebbe fare? Dare un calcio al marito? Quando ti trovi in quelle situazioni, stringi i denti e assolvi al tuo compito".
Ma magari l'amore va oltre, no? Magari l'amore-per chi ha la fortuna di viverlo-si palesa in tutta la sua forza proprio in queste situazioni...
Come per una ragazza che ho conosciuto per lavoro.
Non riesce a camminare da sola. Non è bella. E' parecchio sovrappeso ed è fidanzata con un ragazzo molto carino e dolcissimo.
La prima cosa che abbiamo pensato io e le mie colleghe?
Avrà i soldi.
E invece no. Non ha neanche i soldi. Però lui la ama e la lava e l'accompagna ovunque e le mette le scarpe e le cucina. Insomma, l'assiste.
A volte penso che sia un po' triste stupirsi di queste cose.
Ieri il mio migliore amico e il fratello sono venuti da Milano.
Così abbiamo deciso di scatenarci per una serata all'insegna della trasgressione.
Aperitivo al porto turistico di Ostia

Impegnata in una conversazione "pregna" ("Franco, secondo me, quando ti innamori, sei molto serio. E' così, vero?", "Beh si...però dipende anche dall'offerta")

Foto artistica


E, quando sono calate le tenebre...disco music con Little Tony AHAHAHAHAHAHA
